venerdì 11 aprile 2014

Vorrei essere a Posta e invece mi hanno recluso ad Alcatraz

Nelle belle serate d’estate il vento portava nelle celle di Alcatraz, situata su un isola così troppo vicina alla costa, il tintinnio di posate e bicchieri della gente che affollava i ristoranti sul porto di San Francisco.

Una tortura sottile ma infinitamente più efficace della reclusione fisica.
Questa e' la sensazione che provo quando Roma e' queste bellissime giornate primaverili poi, osservo la finestra, rivolgo lo sguardo verso il cielo e improvvisamente mi ritrovo li tra le mie amate montagne.

Inizio a sognare…esco di casa, mi allaccio le mie fedeli scarpette e inizio a correre respirando quell’aria frizzante che ti rigenera il corpo e la mente…supero il ponte, saluto la mia amica Chiara, oltrepasso l’incrocio che porta a Favischio e punto decisamente verso Bacugno, questo di solito è il percorso che preferisco,

Oggi sarei dovuto partire ma impegni di lavoro me lo impediscono, rimando ancora, anzi con l’occasione avviso chi mi sta aspettando e anche quelli che non mi aspettano, che non posso essere lì, malgrado abbia fatto il pieno alla mia moto nuova di zecca, che vorrebbe anche lei fuggire da Roma e perdersi nelle curve della salaria per navigare verso la nostra adorata Posta.

Pazienza, arriveranno tempi migliori. Buona settimana!

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