Come nasce PostaTiAmo?

PostaTiAmo nasce durante una cena.

Il nome è stato un gesto spontaneo, senza pensare, è bastato ascoltare il mio cuore. Desidero raccontare storie, aneddoti ed episodi del nostro paese e dedicare questo blog a tutte le persone che mi hanno accompagnato in questi 40 anni di vita nella nostra amata Posta...a loro insaputa sono dei personaggi in un'avventura meravigliosa.

GianMarco Danna

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mercoledì 8 febbraio 2017

Il cuore pulsante di Posta


Una festa speciale lo è sempre stata, forse la festa più bella del nostro paesino, ma quest’anno ha un sapore diverso, sa di ripresa con un profumo di vittoria.
Vittoria perché nonostante tutto le persone continuano a credere in quello che è ancora il nostro angolo di paradiso.
Anche quest’anno i confratelli di Sant’Antonio hanno saputo realizzare con grande professionalità e soprattutto con grande cuore un bellissimo evento, che come sempre ci ha riuniti nella nostra piazza, nelle nostre case e soprattutto intorno ad un grande fuoco, perché alla fine è questo che ci piace così tanto della nostra piccola comunità: stare tutti insieme, in maniera spensierata e saper reagire anche di fronte a cose più grandi di noi.
Forse i colori così vivaci del nostro paesello ora potrebbero sembrare un po’ più opachi, ma siamo noi che abbiamo il pennello in mano: sono i ragazzi che organizzano le feste, sono i bambini che ci macchiano con le tempere ed i pennarelli, che rendono uniche queste giornate, con le loro grida e la loro spontaneità, sono i ragazzi di Amatrice, che ci sono venuti a trovare mostrando, come sempre, la loro grande forza di volontà.
Un’altra volta, come ogni anno  la festa di Sant’Antonio ci ha riportati a Casa e, con grande affetto, abbiamo saputo ospitare molta gente che ci è venuta a trovare e che, spero torni a trovarci anche il prossimo anno, per scaldarsi intorno a quel fuoco che è stato, la sera del  4 febbraio, il cuore pulsante di Posta.
Daniela Natalucci

" Il fuoco è un simbolo naturale di vita e passione, sebbene sia l’unico elemento nel quale nulla possa davvero vivere. "

- Susanne K. Langer -

mercoledì 1 febbraio 2017

Barbarella


Ogni paese ha i suoi personaggi, ogni personaggio la sua storia...che si incrocia con altre storie di altri personaggi.
Due anni fa Stefania ed io, durante una delle nostre nottate a chiacchierare, decidiamo di partire alla volta di Pavana, piccolo paesino che si trova al confine tra la Toscana e l’Emilia.
Non è ovviamente una meta turistica, non si distingue per i paesaggi montuosi e neanche per siti archeologici. 
Questo piccolo paese percorso dalla strada statale la Porrettana è il rifugio del nostro amato Francesco Guccini.
Un’avventura incredibile assaporando i luoghi che hanno ispirato il grande Guccio.
L’anno successivo partiamo di nuovo, ma questa volta direzione Bologna. 
La grassa e l’umana, la Parigi in minore che con i suoi fianchi un pò molli seduce e cattura i suoi visitatori.
Soggiorniamo in un piccolo appartamentino proprio nella Cirenaica, quartiere della leggendaria Via Paolo Fabbri casa bolognese di Guccini, un alloggio per studenti non proprio pulitissimo, anzi mi viene quasi il pensiero di mettermi a pulire. Stefania, fortunatamente, mi ferma e iniziamo ad esplorare la città delle osterie.
Rimaniamo rapite da ogni dettaglio, i portici, l’odore delle pizzicherie, il calore della gente, San Petronio e la sua piazza che ci fa sentire parte di quel micro mondo. 
Alla fine della giornata, stanche ed affamate torniamo alla Cirenaica con un’unica meta: Vito!
Da Vito è una delle osterie del quartiere e la sua fama si deve, oltre che ai meravigliosi tortellini alla panna e alla lasagna eccezionale, ai suoi ospiti del passato e alcuni anche del presente.
All’entrata foto di Lucio Dalla, Vecchioni, Ron e ovviamente Francesco Guccini, ci sediamo e con il menù ci arriva una bottiglia di vino da un litro, tradizione della casa mangiare con un bel bicchiere di rosso. Iniziamo a mangiare e, inutile dirlo, eravamo in  paradiso.
Affianco a noi o meglio allo stesso tavolo, il locale era pieno fino a quasi scoppiare, si siede una signora assai bizzarra. 
Una vecchietta tutta piena di paillettes, piume il tutto con varie sfumature di giallo. Una figura minuta, ma con uno sguardo pieno di energia. Si mette a chiacchierare con altre persone accanto a noi e racconta di come Bologna non sia più quella di una volta. proseguiamo la serata e il giorno seguente ci rechiamo a Via Paolo Fabbri 43.
Ci mettiamo sugli scalini ed ecco apparire di nuovo quella simpatica vecchietta. 
Si chiama Barbarella e si mette a chiacchierare con il barbiere del civico accanto, altro personaggio particolare ma molto piacevole. Si volta verso di noi, che ascoltavamo quell’accento seducente come due bambine che ascoltano una fiaba, e inizia parlare della sua città come di una persona che si ama ma che il tempo ha cambiato.
Partiamo dalla stazione centrale e ci portiamo dietro con noi un bagaglio di emozioni, compresa la simpatica Barbarella, questa donna che sembra uscita dal cabaret, con i suoi completi variopinti e un sorriso sempre acceso sul volto.
La scorsa settimana, scorrendo le notizie su Facebook, ho appreso della morte di Barbarella e leggendo gli articoli su di lei ho scoperto la sua storia. 
Si chiamava Maria Luisa Berti e doveva il nome Barbarella alla boutique che aveva presso via Marconi a Bologna,  tra gli anni ‘70 e ‘80 era diventata famosa per le sue creazioni uniche ed eclettiche. 
La si poteva incontrare Da Vito o al Bar Jolly alla Cirenaica, si intratteneva in gradevoli conversazioni con chiunque non avesse fretta e avesse voglia di ascoltare l’eco delle sue storie.
Un personaggio che ha lasciato il segno in molti bolognesi e anche in noi due.
Un personaggio che di simili se ne vedono pochi ma che spero ognuno di voi un giorno incontrerà.
Ciao nonnina de colori!!       
Federica Di Giampaolo






giovedì 26 gennaio 2017

PostaTiAmo...la squadra si allarga!!!



Ho sempre visto la  Biblioteca come un posto dove stare più che un archivio di libri dove passare, prendere ed andare via. Un posto dove riflettere, studiare ed incontrarsi. Soprattutto quest’ultima, incontrarsi. Un posto per i ragazzi di Posta dove potersi vedere, studiare e scambiarsi idee. Quel posto che io da piccola desideravo.
Un posto che oggi c’è e che ci ha richiesto tanta fatica e tanta attesa.
La scorsa estate abbiamo aperto, in tanti siete venuti a curiosare, a fare un saluto a prendere un libro in prestito. Abbiamo cercato di organizzare eventi, anche se eravamo alle prime armi. Non pensavamo fosse così impegnativo e qualche errore lo abbiamo commesso.
Ad aiutarci però sono accorsi quattro ragazzi, quattro giovani menti che con il loro entusiasmo e voglia di fare ci hanno aiutate a gestire e portare a termine i nostri programmi. Questi quattro ragazzi ci hanno preso gusto, non volevano andar via con l’arrivo dell’inverno, neanche il terremoto li ha distratti e hanno continuato a venire, con il freddo e la neve. Forse un giorno si pentiranno di essersi uniti a queste sette donne scalmanate ma ormai è troppo tardi! Mica penseranno che li lasciamo andare…
Questi quattro cavalieri, senza elmo e senza armatura, sono menti brillanti e piene di idee e sono Federico e Francesco Ciancaglioni, Antonello e Lorenzo Visciano. Adesso non possiamo fare più a meno di loro e dovranno sopportarci per tanto tempo.
Ognuno a suo modo e con le proprie caratteristiche arricchisce la nostra associazione e renderà ogni evento più bello e pieno di sorprese.


“Tra vent’anni non sarete delusi delle cose che avete fatto ma da quelle che non avete fatto. Allora levate l’ancora, abbandonate i porti sicuri, catturate il vento nelle vostre vele. Esplorate. Sognate. Scoprite.”
Questa frase di Mark Twain è per voi  per dirvi, con questo mio sproloquio, a nome di tutte noi, benvenuti ufficialmente in PostaTiAmo!     

Federica Di Giampaolo


mercoledì 25 gennaio 2017

The Imitation Game

TRAMA
La domanda interessante è: poiché qualcosa pensa diversamente da noi vuol forse dire che non sta pensando?
Tratto dal romanzo biografico "Alan Turing - Storia di un enigma" di Andrew Hodges, “The Imitation Game” rende sicuramente omaggio ad Alan Turing, matematico geniale capace di risolvere quasi per gioco uno dei problemi più dibattuti della sua epoca.
Stiamo parlando di Enigma, uno dei migliori apparecchi di decifrazione. 
Enigma, in principio nata con l'unico scopo di cifrante, la fece da padrona durante la seconda guerra mondiale.
Questo perché permise ai tedeschi di comunicare indisturbati, senza che nessuno potesse decifrare il contenuto dei loro messaggi.
A vestire i panni di Alan, è Benedict Cumberbatch. 

La pellicola, candidata a 8 premi Oscar, ha in sé gli elementi per appassionare: il dramma bellico, l'epica della grande mente, il tormento del matematico (dopo A Beautiful Mind, garanzia di successo).

COMMENTO
Dal mio punto di vista, The imitation game, rimane un ottimo film.
Se siete appassionati delle storie utopistiche, ma vere, in perfetto stile Assedio di Jodotville, allora questa pellicola fa proprio per voi.
Consigliato anche a chi è stato rapito da A beautiful mind diretto da Ron Howard, dedicato alla vita del matematico e premio Nobel John Forbes Nash Jr, interpretato da Russel Crowe.
The imitation game risulta molto simile.
Tuttavia, per quanto risulti magistrale l'interpretazione di Benedict Cumberbatch, la struttura dell'intero film non è riuscita a pareggiare la bellezza del simile A beautiful mind.


Federico Ciancaglioni



giovedì 22 dicembre 2016

Calendario PostaTiAmo 2017



Ordina anche tu il nuovo calendario 2017 di PostaTiAmo!!!
Un modo simpatico per stare insieme tutto l'anno!!!
Contattaci e te lo recapiteremo al più presto.
postatiamo@gmail.com

E' nostra intenzione dare parte del ricavato ad Amatrice, quindi aspettiamo tante richieste. L' offerta per avere il calendario è a vostra scelta. 

Ringraziandovi anticipatamente vi auguriamo BUON NATALE!!!